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6 Febbraio 2012

Newsletter - Febbraio 2012 - numero 20

Convegno a Bologna: ruolo e prospettive delle Centrali di Committenza

Le Centrali di Committenza, la  cui fisionomia è stata definita con l’introduzione del Codice degli Appalti,  stanno progressivamente acquisendo un ruolo strategico relativamente alle fasi  di acquisito e definizione di accordi quadro per la fornitura di servizi alla  Pubblica Amministrazione. La loro rilevanza per il raggiungimento degli  obiettivi di efficienza nella gestione di procedure complesse e trasparenza  negli appalti, oltre alle loro prospettive di sviluppo, è stata analizzata nel  corso del convegno dal titolo
“Il ruolo  delle Centrali di Committenza nel mercato degli appalti di servizi per i  patrimoni pubblici”
che si è svolto martedì 31 gennaio 2012 presso la sala  Auditorium Unipol di Bologna. L’iniziativa, promossa da Itaca (Istituto per  l’innovazione e la trasparenza degli Appalti), Agesi (Associazione Imprese di  Facility Management ed Energia, Cns e la rivista Fmi, ha visto l’intervento di  molti autorevoli esponenti del mondo della politica, dell’imprenditoria e della  ricerca universitaria che con il proprio contributo hanno delineato in modo  puntuale e qualificato i termini della materia .

La manifestazione è stata  suddivisa in quattro momenti distinti. Il primo, di presentazione della  tematica del convegno, ha visto  gli  interventi introduttivi di Ugo Cavallara, presidente di Itaca, e di Giuliano  Poletti, presidente di Legacoop, ai quali è seguita la relazione di Silvano  Curcio, dell’Università di Roma “La Sapienza” e coordinatore nazionale Gl Uni  normativa europea per il Facility Management.

La seconda parte ha riguardato “Le  centrali di committenza: contesto legislativo e assetto organizzativo”, aspetto  sviscerato attraverso gli interventi di Francesca Di Lascio, dell’Università  Roma Tre e di Daniele Senzani, dell’Università “Alma Mater” di Bologna. Dal  quadro normativo alla pratica applicazioni è stato il passaggio che ha condotto  alla sezione successiva dedicata alle esperienze sul campo a livello nazionale  e regionale.  A questo tema si sono  riferiti nei priori interventi Anna Fiorenza, Direttore di Intercent-ER, Marco Gasparri,  Responsabile Area Real Estate ed Energia di Consip, Claudio Giuricin, Direttore  del Dipartimento dei Servizi Condivisi della Regione Friuli Venezia Giulia,  Angelo Marescalco, Direttore della Stazione Unica Appaltante della Provincia di  Crotone e Leo Massari, Direttore Amministrativo SCR Piemonte.

A conclusione del convegno è  stata organizzata quindi una tavola rotonda che si è focalizzata sul tema  “Mercato dei servizi per i patrimoni pubblici: quale ruolo per le centrali di  committenza?”. A dibattere sull’argomento, e con il coordinamento di Silvano  Curcio, erano presenti Vincenzo Albonico, presidente Agesi, Ivano Cicconi,  direttore di Itaca, Giuseppe Cinquanta, Consigliere delegato di Cns, Anna  Fiorenza, Direttore di Intercent-ER, Marco Gasparri, Responsabile Area Real  Estate ed Energia di Consip, Ivana Malvaso, Responsabile settore Contratti  della Regione Toscana, e Lorenza Ponzone, dirigente di Avcp, Autorità per la  Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture.

I materiali e le sintesi di  alcuni degli interventi che sono stati svolti in sede di convegno sono consultabili e scaricabili qui

Budget 2012: ottimismo all’insegna del cambiamento

A seguire,  la sala Auditorium ha ospitato l’annuale Assemblea di Budget del Consorzio  Nazionale Servizi. L’appuntamento, che ha messo in evidenza gli obiettivi di  bilancio per l’anno in corso e la definizione del nuovo piano di sviluppo  commerciale per il futuro, è stato aperto dal presidente di Legacoop Giuliano  Poletti. A presiedere la riunione erano presenti il presidente del Consiglio di  Gestione del Consorzio, Brenno Peterlini e il presidente del Consiglio di  Sorveglianza Graziano Rinaldini. Il Vice presidente del Cns Ugo De Francesco ha  illustrato in dettaglio quale sia la prospettiva di risultato per il 2012, che  dovrebbe attestarsi sui 57 milioni di euro, specificando come “si possa guardare  al futuro in termini positivi, anche se questo ottimismo deve fondarsi sulla  ragione e sulla consapevolezza di ciò che il Cns rappresenta, guardando alle  nostre imprese con occhi diversi dal passato, sapendo che per reggere  nell’attuale situazione occorre dover superare abitudini consolidate e compiere  scelte non facili ”.

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